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Sede: Via Santo Stefano in Pane, 23/D 50134 Firenze (FI)

Telefono: (+39) 393 563 0983  -  Email: info@marinoeditore.it

L'Italia che Vorrei
Concorso Letterario

2017 Marino Editore srl – p.iva IT06719750488.

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CONCORSO LETTERARIO RACCONTO:

"L'ITALIA CHE VORREI" Iª EDIZIONE 2017/2018

 

La prima edizione in breve
 

Lo scorso anno si è svolta la prima edizione della nostra iniziativa (2017/2018). Il concorso letterario “L’Italia che vorrei” che ha ricevuto una notevole partecipazione: “La Nazione”, giornale storico fiorentino, ha ospitato la cerimonia di premiazione e riportato al pubblico la voce dei partecipanti al concorso, giunti per conoscere gli altri scrittori, esprimere il proprio pensiero e la propria visione del futuro. La cerimonia finale del 09/06/2018 si è divisa in 3 momenti: la premiazione vera e propria; una visita guidata a Palazzo Vecchio a Firenze; e un momento di convivialità dove scrittori e giurati, insieme allo staff della casa editrice, si sono confrontati condividendo una cena presso la sede espositiva del Bistrot74, proprio dietro il Duomo di Firenze. Grazie alle attività di editing utili, la casa editrice cura il successivo miglioramento dei testi in gara e la pubblicazione per i giovani artisti partecipanti.

 

I giurati si sono espressi in modo entusiastico: da Pino Aprile, scrittore, a Fabio Polese, fotografo di guerra; da Dimitri Lioi, presidente dell’associazione foggiana Giovanni Panunzio che coltiva la cultura della legalità in Puglia, al pittore, fumettista e musicista fiorentino Michele Staino; da Peppe Voltarelli, eclettico cantautore e attore, alla giornalista Stefania Limiti; dallo scrittore Adam Smulevich a Thomas Pistoia, scrittore, poeta, autore di canzoni e sceneggiatore; dalla scrittrice Daniela Volonté alla giornalista, docente e scrittrice Patrizia Salvatore; dall’autrice ed esperta in comunicazione Maria Grazia Proli alla Docente di lettere Maria Scirtò e a tutti gli altri giurati coinvolti nella prima edizione del concorso, cui hanno partecipato ragazzi da tutta Italia.

 

Grazie al successo della prima edizione, i soci fondatori, Antonino Marino e Rodolfo Politi, hanno deciso di confermare questa iniziativa culturale, aperta ai giovani dai 17 ai 19 anni di tutta Italia e totalmente gratuita per i partecipanti, e di riproporla di anno in anno, chiedendo attenzione alle Scuole, alle Università e prima ancora, a tutte le Istituzioni, coinvolte per dare occasione di reale ascolto ai ragazzi e ragazze che si metteranno in gioco.

Bando e Modulistica prima edizione - 2017/2018

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​Il Bando

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Galleria della prima edizione

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Articoli che parlano dell'evento

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I racconti della prima edizione

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L’Italia di Lorella è un viaggio tra due città: Reggio Calabria e Firenze. L’autrice elenca una serie di problematiche abbastanza conosciute e condivisibili del nostro paese augurandosi, in primis, una maggiore uguaglianza sociale che starebbe alla base di un auspicato miglioramento della condizione attuale in cui versa l’Italia. Attraverso la sua condizione personale cerca di approfondire le criticità che affrontano i nostri giovani, in particolare i ragazzi del sud, che trovano come rimedio e soluzione finale ai loro problemi l’emigrazione. Si parte dalla città di Reggio Calabria con destinazione Firenze, quest’ultima amata e scelta per le opportunità che offre nel campo dell’arte, materia prediletta dalla nostra autrice. In realtà nel racconto Lorella sembra affrontare questo viaggio più volte; sembra rimbalzare tra le due città legata da un amore intenso, anche se diverso, ai due luoghi della sua vita. Un racconto semplice ma pieno di sogni e speranze che spesso sconfinano negli ideali delle società utopiche come del resto si cita nel testo: “Vorrei un paese un po’ come la famosa Città del Sole, del nostro Tommaso Campanella, dove tutti hanno ciò di cui hanno bisogno, niente di più, niente di meno”. Acquista la versione E-Book - Versione E-BookScopri di più sull'autore - LORELLA NERI

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L’Italia di Lorella è un viaggio tra due città: Reggio Calabria e Firenze. L’autrice elenca una serie di problematiche abbastanza conosciute e condivisibili del nostro paese augurandosi, in primis, una maggiore uguaglianza sociale che starebbe alla base di un auspicato miglioramento della condizione attuale in cui versa l’Italia. Attraverso la sua condizione personale cerca di approfondire le criticità che affrontano i nostri giovani, in particolare i ragazzi del sud, che trovano come rimedio e soluzione finale ai loro problemi l’emigrazione. Si parte dalla città di Reggio Calabria con destinazione Firenze, quest’ultima amata e scelta per le opportunità che offre nel campo dell’arte, materia prediletta dalla nostra autrice. In realtà nel racconto Lorella sembra affrontare questo viaggio più volte; sembra rimbalzare tra le due città legata da un amore intenso, anche se diverso, ai due luoghi della sua vita. Un racconto semplice ma pieno di sogni e speranze che spesso sconfinano negli ideali delle società utopiche come del resto si cita nel testo: “Vorrei un paese un po’ come la famosa Città del Sole, del nostro Tommaso Campanella, dove tutti hanno ciò di cui hanno bisogno, niente di più, niente di meno”. Acquista la versione Cartacea - Versione CartaceaScopri di più sull'autore - LORELLA NERI

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“Un sogno per l’Italia” rientra garbatamente in quella che viene definita letteratura di viaggio, un viaggio immaginario, fisico e al contempo spirituale, i cui personaggi si intrecciano tra il verosimile e l’inventiva nel caleidoscopio colorato dell’adolescenza. In una dimensione onirica Davide, protagonista del carteggio e vittima di un terremoto, è capace, in questo suo itinerario fantastico, di dare una scossa sismica alla propria anima e scuotere al contempo la coscienza del pubblico lettore. Lo fa attraverso la classicità dell’invocazione alla divinità e al suo intervento, mediante innumerevoli richiami letterari, da Dante ad Apuleio, da Epicuro a Ludovico Ariosto, ma soprattutto con l’entusiasmo e lo sguardo incantato nei confronti della vita di un adolescente che, da tale, ha tutte le buone intenzioni di cambiare in meglio il mondo in cui vive: la bella penisola che tanto ama. Così, viaggiando di regione in regione, si trova in quei luoghi, in quei vizi, in quei peccati che rappresentano la crisi italiana e col vigore dei suoi anni propone soluzioni plausibili e utopiche che fanno comprendere pienamente l’entusiasmo e la partecipazione sociale delle giovani generazioni.Benché la conclusione possa avere in apparenza un retrogusto drammatico, “Un sogno per l’Italia” è un’intensa storia d’amore che ha in serbo, in realtà, un dolce romanticismo ed un sentito invito alla speranza.Acquista la versione E-Book - Versione E-BookScopri di più sull'autore - ARIANNA ROCCONI

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“Un sogno per l’Italia” rientra garbatamente in quella che viene definita letteratura di viaggio, un viaggio immaginario, fisico e al contempo spirituale, i cui personaggi si intrecciano tra il verosimile e l’inventiva nel caleidoscopio colorato dell’adolescenza. In una dimensione onirica Davide, protagonista del carteggio e vittima di un terremoto, è capace, in questo suo itinerario fantastico, di dare una scossa sismica alla propria anima e scuotere al contempo la coscienza del pubblico lettore. Lo fa attraverso la classicità dell’invocazione alla divinità e al suo intervento, mediante innumerevoli richiami letterari, da Dante ad Apuleio, da Epicuro a Ludovico Ariosto, ma soprattutto con l’entusiasmo e lo sguardo incantato nei confronti della vita di un adolescente che, da tale, ha tutte le buone intenzioni di cambiare in meglio il mondo in cui vive: la bella penisola che tanto ama. Così, viaggiando di regione in regione, si trova in quei luoghi, in quei vizi, in quei peccati che rappresentano la crisi italiana e col vigore dei suoi anni propone soluzioni plausibili e utopiche che fanno comprendere pienamente l’entusiasmo e la partecipazione sociale delle giovani generazioni.Benché la conclusione possa avere in apparenza un retrogusto drammatico, “Un sogno per l’Italia” è un’intensa storia d’amore che ha in serbo, in realtà, un dolce romanticismo ed un sentito invito alla speranza.Acquista la versione Cartacea - Versione CartaceaScopri di più sull'autore - ARIANNA ROCCONI

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Nova e Sole, le due protagoniste del racconto di Khady Toure, ci fanno vivere in qualche modo lo spaccato attualissimo della nostra Italia, visto però con altri occhi, dall’altra parte della barricata: quella degli immigrati. Khady attraverso i personaggi ci presenta le contraddizioni della società contemporanea che discrimina indifferentemente il “diverso”. Poco importa se sei musulmano, ebreo, nero, portatore di handicap, l’importante, si fa per dire, è che tu sia “diverso”. A volte è sufficiente anche essere troppo educato o bravo a scuola oppure di rango sociale inferiore per subire vessazioni e cattiverie. La soluzione a questo clima di odio celato, ma neanche troppo, che pervade la nostra Italia, sembra essere l’amore. Quell’amore di cui tutti noi abbiamo bisogno per vivere, che ricerchiamo costantemente e che, se ci viene negato dal contesto socio-familiare in cui siamo inseriti, andiamo a ricercare altrove. Così fuggiamo facendoci accompagnare, nella migliore delle ipotesi - se siamo fortunati - da un compagno/a che ci accetta per quello che siamo e che crediamo e vogliamo possa starci accanto per tutta la vita. Ciò che c’è di sbagliato, di brutto, di ingiusto nella nostra esistenza è semplicemente causato dalla mancanza di amore, di condivisione di ciò che siamo e Nova, giunta al tramonto dei suoi giorni, ce lo ricorda: “Siamo arrivati al capolinea della mia storia, questa è l’ultima fermata quindi ora siete pregati di scendere, portando con voi una parte di me ovunque andiate o qualunque cosa decidiate di fare”.Acquista la versione E-Book - Versione E-BookScopri di più sull'autore - KHADY TOURE

LA-FORZA-DELLA-FRAGILITÀ<br>Khady-ToureLA-FORZA-DELLA-FRAGILITÀ<br>Khady-ToureLA-FORZA-DELLA-FRAGILITÀ<br>Khady-Toure

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Nova e Sole, le due protagoniste del racconto di Khady Toure, ci fanno vivere in qualche modo lo spaccato attualissimo della nostra Italia, visto però con altri occhi, dall’altra parte della barricata: quella degli immigrati. Khady attraverso i personaggi ci presenta le contraddizioni della società contemporanea che discrimina indifferentemente il “diverso”. Poco importa se sei musulmano, ebreo, nero, portatore di handicap, l’importante, si fa per dire, è che tu sia “diverso”. A volte è sufficiente anche essere troppo educato o bravo a scuola oppure di rango sociale inferiore per subire vessazioni e cattiverie. La soluzione a questo clima di odio celato, ma neanche troppo, che pervade la nostra Italia, sembra essere l’amore. Quell’amore di cui tutti noi abbiamo bisogno per vivere, che ricerchiamo costantemente e che, se ci viene negato dal contesto socio-familiare in cui siamo inseriti, andiamo a ricercare altrove. Così fuggiamo facendoci accompagnare, nella migliore delle ipotesi - se siamo fortunati - da un compagno/a che ci accetta per quello che siamo e che crediamo e vogliamo possa starci accanto per tutta la vita. Ciò che c’è di sbagliato, di brutto, di ingiusto nella nostra esistenza è semplicemente causato dalla mancanza di amore, di condivisione di ciò che siamo e Nova, giunta al tramonto dei suoi giorni, ce lo ricorda: “Siamo arrivati al capolinea della mia storia, questa è l’ultima fermata quindi ora siete pregati di scendere, portando con voi una parte di me ovunque andiate o qualunque cosa decidiate di fare”.Acquista la versione Cartaceo - Versione CartaceoScopri di più sull'autore - KHADY TOURE

LA-FORZA-DELLA-FRAGILITÀ<br>Khady-ToureLA-FORZA-DELLA-FRAGILITÀ<br>Khady-ToureLA-FORZA-DELLA-FRAGILITÀ<br>Khady-Toure

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"Angulus" non è un vero e proprio luogo fisico, è piuttosto una sorta di dimensione parallela, la metafora esistenziale di tutto ciò che c'è di più caro nella nostra vita e, anche se concretamente distante dalla realtà, è lo spazio in cui ci sentiamo più al sicuro.L'angulus non è necessariamente una sola "piattaforma" di rifugio, ma è un ente che beneficia di una pluralità quantitativa e qualitativa.Tecla, la protagonista del racconto, ne è consapevole, per questo di angulus ne vanta un certo numero: dal ponte al solito posto per incontrare Francesco, dall’amore per quest’ultimo all’amicizia di Adam e, ovviamente, l'incommensurabile affetto dei suoi genitori.Ognuno di noi nasconde dentro di sé o palesa al mondo intero il proprio angulus: questo ci insegna la protagonista di questa fresca storia, in cui l’incanto dell’adolescenza è tradotto dal costante interrogarsi e rispondersi dei giovani protagonisti sul proprio futuro.Acquista la versione E-Book - Versione E-BookScopri di più sull'autore - MATILDA BALDONI

ANGULUS<br>-Matilda-BalboniANGULUS<br>-Matilda-BalboniANGULUS<br>-Matilda-Balboni

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In un paese paralizzato dal malaffare e dalla paura, due gemelli ingaggiano un’impavida sfida contro il male. Dei due giovani ed idealisti, più che il malaffare e la criminalità, il male più pervasivo sembra il disimpegno, pronto ad alzare il collo e sbuffare le sue antiche litanie ad ogni alzata di testa, ad ogni nascente desiderio di riconoscersi parte della comunità mettendosene al servizio. Elenio Bolognese, d’altronde, questo lo sa bene e lo mette in chiaro fin dall’introduzione: “Nei tempi correnti, nei quali l’impegno politico viene sempre meno riconosciuto quale attività di servizio alla comunità, decidere di credere ciecamente nei ruoli istituzionali sembra quasi un atto di coraggio”.Ma i due protagonisti - Carmelo e Giacomo - e quanti decidono di appoggiarli nella loro scalata (la candidatura alle elezioni amministrative), questo coraggio lo cercano e lo trovano. Li aiutano l’idealismo alimentato dalle parole-guida della cultura classica, l’esempio positivo degli adulti più prossimi e l’energia della giovane età. Queste sono le uniche armi che puntano e con cui si difendono da disfattismo, minacce, tentativi di boicottaggio che puntelleranno i mesi della sfida elettorale contro la politica delle collusioni, contro “quelli che scelgono la via più breve”. “Lo stivale sempreverde”, costantemente attraversato da un genuino anelito di impegno civile, trasporta personaggi e problematiche sul piano astratto dei sogni in cui credere e per cui combattere. “So che non siamo politici, anche se in verità non esistono politici. Innanzitutto siamo uomini, e come tali possiamo sbagliare. Ma in quanto tali possiamo sognare e lasciare un segno anche se sembra difficile o impossibile: da soli ovviamente non possiamo farcela, ma possiamo crederci tutti insieme”, dice Carmelo agli amici studenti, annunciando la propria candidatura a sindaco. Protagonista ed eroe di quel mondo in cui si racconta, per insegnarlo a tutti, “che i draghi possono essere uccisi”. Anzi, che vanno uccisi per poter tornare, in quella città senza nome che ha tutti i nomi del mondo, veramente vivi.Dalla prefazione a cura di Francesca ChiricoAcquista la versione E-Book - Versione E-BookScopri di più sull'autore - ELENIO BOLOGNESE

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In un paese paralizzato dal malaffare e dalla paura, due gemelli ingaggiano un’impavida sfida contro il male. Dei due giovani ed idealisti, più che il malaffare e la criminalità, il male più pervasivo sembra il disimpegno, pronto ad alzare il collo e sbuffare le sue antiche litanie ad ogni alzata di testa, ad ogni nascente desiderio di riconoscersi parte della comunità mettendosene al servizio. Elenio Bolognese, d’altronde, questo lo sa bene e lo mette in chiaro fin dall’introduzione: “Nei tempi correnti, nei quali l’impegno politico viene sempre meno riconosciuto quale attività di servizio alla comunità, decidere di credere ciecamente nei ruoli istituzionali sembra quasi un atto di coraggio”.Ma i due protagonisti - Carmelo e Giacomo - e quanti decidono di appoggiarli nella loro scalata (la candidatura alle elezioni amministrative), questo coraggio lo cercano e lo trovano. Li aiutano l’idealismo alimentato dalle parole-guida della cultura classica, l’esempio positivo degli adulti più prossimi e l’energia della giovane età. Queste sono le uniche armi che puntano e con cui si difendono da disfattismo, minacce, tentativi di boicottaggio che puntelleranno i mesi della sfida elettorale contro la politica delle collusioni, contro “quelli che scelgono la via più breve”. “Lo stivale sempreverde”, costantemente attraversato da un genuino anelito di impegno civile, trasporta personaggi e problematiche sul piano astratto dei sogni in cui credere e per cui combattere. “So che non siamo politici, anche se in verità non esistono politici. Innanzitutto siamo uomini, e come tali possiamo sbagliare. Ma in quanto tali possiamo sognare e lasciare un segno anche se sembra difficile o impossibile: da soli ovviamente non possiamo farcela, ma possiamo crederci tutti insieme”, dice Carmelo agli amici studenti, annunciando la propria candidatura a sindaco. Protagonista ed eroe di quel mondo in cui si racconta, per insegnarlo a tutti, “che i draghi possono essere uccisi”. Anzi, che vanno uccisi per poter tornare, in quella città senza nome che ha tutti i nomi del mondo, veramente vivi.Dalla prefazione a cura di Francesca ChiricoAcquista la versioneCartaceo - Versione CartaceaScopri di più sull'autore - ELENIO BOLOGNESE

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Il racconto della giovane Emanuela Francini è frutto del carattere determinato, dell’educazione orientata ai valori, al sacrificio personale e al rispetto del prossimo, e delle forti aspirazioni dell’autrice.Emanuela, attraverso gli occhi e la narrazione della protagonista Sofia, sogna un futuro migliore per il nostro Paese, nel quale i più meritevoli possano ambire, con l’impegno e i valori, ad emergere ed affermarsi. In questa prova narrativa, Emanuela è in grado di far emergere i buoni sentimenti dei protagonisti, lasciando intuire la cultura integra e positiva di chi scrive. Le riflessioni proposte sono mature, eppure scivolano via leggere perché la lettura è resa viva ed efficace dai dialoghi e dagli scenari diretti e immediati, ma soprattutto spontanei.Una prova, quella dell’Italia di Sofia, che supera a pieni voti il giudizio del pubblico online: con il racconto la scrittrice ha ricevuto il premio nella categoria “social”.Acquista la versione E-Book - Versione E-BookScopri di più sull'autore - EMANUELA FRANCINI

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Il racconto della giovane Emanuela Francini è frutto del carattere determinato, dell’educazione orientata ai valori, al sacrificio personale e al rispetto del prossimo, e delle forti aspirazioni dell’autrice.Emanuela, attraverso gli occhi e la narrazione della protagonista Sofia, sogna un futuro migliore per il nostro Paese, nel quale i più meritevoli possano ambire, con l’impegno e i valori, ad emergere ed affermarsi. In questa prova narrativa, Emanuela è in grado di far emergere i buoni sentimenti dei protagonisti, lasciando intuire la cultura integra e positiva di chi scrive. Le riflessioni proposte sono mature, eppure scivolano via leggere perché la lettura è resa viva ed efficace dai dialoghi e dagli scenari diretti e immediati, ma soprattutto spontanei.Una prova, quella dell’Italia di Sofia, che supera a pieni voti il giudizio del pubblico online: con il racconto la scrittrice ha ricevuto il premio nella categoria “social”.Acquista la versione Cartacea - Versione CartaceaScopri di più sull'autore - EMANUELA FRANCINI

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Il bene e il male spesso rappresentano le facce di una stessa medaglia, un amuleto che ognuno di noi inconsciamente possiede. Federica e Dafne in questo racconto ci mostrano come la realtà spesso non è quella che vediamo, che il male ed il bene si confondono, si nascondono, si mescolano. Angeli, demoni, streghe, vampiri, fanno parte della vita di tutti i giorni, spesso hanno anche un loro fascino tale da farci perdutamente innamorare. Questo racconto accattivante spinge il lettore a riflettere sulla vera essenza di tutto ciò che ci circonda, senza fermarsi alle apparenze. In qualche modo le autrici ci ricordano che è sempre sbagliato fare “di tutta l’erba un fascio” e che le persone vanno giudicate per quel che fanno e non per il loro aspetto. Insomma anche se in maniera poco esplicita e molto fantasiosa, immortalano un momento storico, quello attuale, che si muove in direzione opposta a quella da loro indicata. Apparenza, pregiudizi e diffidenza sono i valori che sempre più pervadono la nostra società.Acquista la versione E-Book - Versione E-BookScopri di più sulle autrici - DAFNE DI SILVESTRO - FEDERICA CACCAMO

L'OSCURITÀ-DELL'ANGELO<br>Federica-Caccamo-e-Dafne-Di-SilvestroLFederica-Caccamo-e-Dafne-Di-Silvestro' title='L'OSCURITÀ-DELL'ANGELO
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Il bene e il male spesso rappresentano le facce di una stessa medaglia, un amuleto che ognuno di noi inconsciamente possiede. Federica e Dafne in questo racconto ci mostrano come la realtà spesso non è quella che vediamo, che il male ed il bene si confondono, si nascondono, si mescolano. Angeli, demoni, streghe, vampiri, fanno parte della vita di tutti i giorni, spesso hanno anche un loro fascino tale da farci perdutamente innamorare. Questo racconto accattivante spinge il lettore a riflettere sulla vera essenza di tutto ciò che ci circonda, senza fermarsi alle apparenze. In qualche modo le autrici ci ricordano che è sempre sbagliato fare “di tutta l’erba un fascio” e che le persone vanno giudicate per quel che fanno e non per il loro aspetto. Insomma anche se in maniera poco esplicita e molto fantasiosa, immortalano un momento storico, quello attuale, che si muove in direzione opposta a quella da loro indicata. Apparenza, pregiudizi e diffidenza sono i valori che sempre più pervadono la nostra società.Acquista la versione Cartacea - Versione CartaceaScopri di più sulle autrici - DAFNE DI SILVESTRO - FEDERICA CACCAMO

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“Il richiamo di casa” non è soltanto il titolo di questo breve romanzo, è molto di più… è la voce che ognuno di noi sente dentro il proprio cuore ogni qual volta siamo costretti ad allontanarci dalla terra natia per assecondare le inclinazioni personali, per seguire e sfamare i nostri sogni, per fare nuove esperienze, rivestire posizioni differenti da quelle usuali, crescere, responsabilizzarci esercitando nuove mansioni o, nella maggior parte dei casi, per sperimentare tu􀆩o ciò che nel proprio Paese pensiamo, forse con arroganza, che ci venga negato.È questo ciò che accade a Tecla, la protagonista della storia, che da cinquecentoquarantuno giorni vive sotto un cielo australiano, lontana dal suo Bel Paese.Tecla ha un lavoro che le permette di vivere, svolgendo ciò per cui ha studiato, un mestiere che la gratifica, ma che la fa vivere all’interno di una cornice che non le garantisce la felicità che merita.Tecla, seppure abbia la famiglia lontana, ha con sé una scatola di ricordi, piena di fotografie e memorie che ripercorrono la sua vita italiana, uno scrigno che fino ad ora ha tenuto nascosto, colmo dei suoi affetti tra luoghi e tempi diversi che, incrociandosi con la sua attualità la catapultano in quella dimensione antitetica tra passato e presente, fino a farle prendere la giusta decisione per il futuro che sogna.Acquista la versione E-Book - Versione E-BookScopri di più sull'autore - MERI MANGANIELLO

IL-RICHIAMO-DI-CASA<br>Meri-MaganielloIL-RICHIAMO-DI-CASA<br>Meri-MaganielloIL-RICHIAMO-DI-CASA<br>Meri-Maganiello

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“Il richiamo di casa” non è soltanto il titolo di questo breve romanzo, è molto di più… è la voce che ognuno di noi sente dentro il proprio cuore ogni qual volta siamo costretti ad allontanarci dalla terra natia per assecondare le inclinazioni personali, per seguire e sfamare i nostri sogni, per fare nuove esperienze, rivestire posizioni differenti da quelle usuali, crescere, responsabilizzarci esercitando nuove mansioni o, nella maggior parte dei casi, per sperimentare tu􀆩o ciò che nel proprio Paese pensiamo, forse con arroganza, che ci venga negato.È questo ciò che accade a Tecla, la protagonista della storia, che da cinquecentoquarantuno giorni vive sotto un cielo australiano, lontana dal suo Bel Paese.Tecla ha un lavoro che le permette di vivere, svolgendo ciò per cui ha studiato, un mestiere che la gratifica, ma che la fa vivere all’interno di una cornice che non le garantisce la felicità che merita.Tecla, seppure abbia la famiglia lontana, ha con sé una scatola di ricordi, piena di fotografie e memorie che ripercorrono la sua vita italiana, uno scrigno che fino ad ora ha tenuto nascosto, colmo dei suoi affetti tra luoghi e tempi diversi che, incrociandosi con la sua attualità la catapultano in quella dimensione antitetica tra passato e presente, fino a farle prendere la giusta decisione per il futuro che sogna.Acquista la versione Cartacea - Versione CartaceaScopri di più sull'autore - MERI MANGANIELLO

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A volte è necessario chiudere gli occhi per realizzare ciò che desideriamo nel profondo.E spesso, si sa, i sogni son desideri, rappresentano ciò che davvero vorremmo, ciò che sentiamo giusto, almeno per noi. Quando la realtà vissuta è detestabile, nasce la speranza, la forza del cambiamento, la forza di sognare un mondo migliore. La penna di Alice Galante, per questo, regala al lettore un vero e proprio sogno, dove può avventurarsi in una realtà ben diversa da quella che conosciamo.In questo mondo più giusto, animato da sentimenti positivi e dall’idealismo di Alice, riusciamo a scorgere quanto più normale sia la realtà sognata di quella vissuta. Fino a non riuscire, quasi, a distinguere la realtà stessa. Un esperimento ben riuscito, che ricorda molto la fuga dalla realtà del protagonista del film Inception, capace di costruire, nel sogno, un vero e proprio mondo alternativo.In questo sogno, Alice tocca argomenti e apre riflessioni con grande profondità, e si rivela capace di aprire la propria mente, e quella di chi sogna con lei, oltre le barriere della rassegnazione, dell’isolamento, del cinismo.Con un insegnamento su tutti: il sogno non è fine a sé stesso, perché aiuta a visualizzare ciò che, con sacrificio e impegno, possiamo costruire per migliorare le cose, ogni giorno, una volta svegli. Avendo sempre ben chiaro cosa si vuole realizzare: “Per cambiare le cose, era necessario che la gente aprisse gli occhi”.Acquista la versione E-Book - Versione E-BookScopri di più sull'autore - ALICE GALANTE

QUANDO-HO-APERTO-GLI-OCCHI<br>Alice-GalanteQUANDO-HO-APERTO-GLI-OCCHI<br>Alice-GalanteQUANDO-HO-APERTO-GLI-OCCHI<br>Alice-Galante

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A volte è necessario chiudere gli occhi per realizzare ciò che desideriamo nel profondo.E spesso, si sa, i sogni son desideri, rappresentano ciò che davvero vorremmo, ciò che sentiamo giusto, almeno per noi. Quando la realtà vissuta è detestabile, nasce la speranza, la forza del cambiamento, la forza di sognare un mondo migliore. La penna di Alice Galante, per questo, regala al lettore un vero e proprio sogno, dove può avventurarsi in una realtà ben diversa da quella che conosciamo.In questo mondo più giusto, animato da sentimenti positivi e dall’idealismo di Alice, riusciamo a scorgere quanto più normale sia la realtà sognata di quella vissuta. Fino a non riuscire, quasi, a distinguere la realtà stessa. Un esperimento ben riuscito, che ricorda molto la fuga dalla realtà del protagonista del film Inception, capace di costruire, nel sogno, un vero e proprio mondo alternativo.In questo sogno, Alice tocca argomenti e apre riflessioni con grande profondità, e si rivela capace di aprire la propria mente, e quella di chi sogna con lei, oltre le barriere della rassegnazione, dell’isolamento, del cinismo.Con un insegnamento su tutti: il sogno non è fine a sé stesso, perché aiuta a visualizzare ciò che, con sacrificio e impegno, possiamo costruire per migliorare le cose, ogni giorno, una volta svegli. Avendo sempre ben chiaro cosa si vuole realizzare: “Per cambiare le cose, era necessario che la gente aprisse gli occhi”.Acquista la versione Cartacea - Versione CartaceaScopri di più sull'autore - ALICE GALANTE

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Immigrazione, un tema attualissimo ma che divide l’opinione pubblica in modo forte e netto.Accoglienza e rifiuto, solidarietà e razzismo, facce della stessa medaglia.Basta navigare in un qualsiasi social oggi per rendersi conto di quanto siano discordanti i pareri a riguardo, eppure, la domanda sorge in modo spontaneo: quanti conoscono veramente l’argomento in questione?“Lungovita Italia” è scritto da un giovane promettente che non si rifà di certo al “sentito dire” ma che, fiero del paesino in cui è nato e cresciuto, ha visto, suo malgrado, sbarcare milioni di persone sulle coste del mare che ha da sempre fatto da cornice al suo habitat.Questo è il contesto in cui si articola la storia di un giovane che vive la propria adolescenza, che fa i conti per la prima volta con l’amore, che ammettiamolo, anche se non sempre resta l’unico o l’ultimo, sicuramente è il più importante, perché vissuto con la voglia di crederci, con il desiderio di chi ama senza farsi domande e di chi non è stato mai deluso, e per questo immune alle paure.La storia di un ragazzo che, per godere della compagnia della ragazza di cui è innamorato, scopre e vive uno dei suoi interessi, nello specifico la realtà di un centro di accoglienza in cui ci si confronta con il tanto spaventoso diverso, scoprendo che infondo e non banalmente, siamo tutti uguali. Un frullatore di emozioni dunque, i cui ingredienti, spesso davvero tanto diversi tra di loro, si amalgamano in modo esemplare dando vita a un mix perfetto di amore, attualità, confronto, dinamismo e idealismo.Acquista la versione E-Book - Versione E-BookScopri di più sull'autore - MARCO TERRANA

LUNGOVITA-ITALIA<br>Marco-TerranaLUNGOVITA-ITALIA<br>Marco-TerranaLUNGOVITA-ITALIA<br>Marco-Terrana

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Immigrazione, un tema attualissimo ma che divide l’opinione pubblica in modo forte e netto.Accoglienza e rifiuto, solidarietà e razzismo, facce della stessa medaglia.Basta navigare in un qualsiasi social oggi per rendersi conto di quanto siano discordanti i pareri a riguardo, eppure, la domanda sorge in modo spontaneo: quanti conoscono veramente l’argomento in questione?“Lungovita Italia” è scritto da un giovane promettente che non si rifà di certo al “sentito dire” ma che, fiero del paesino in cui è nato e cresciuto, ha visto, suo malgrado, sbarcare milioni di persone sulle coste del mare che ha da sempre fatto da cornice al suo habitat.Questo è il contesto in cui si articola la storia di un giovane che vive la propria adolescenza, che fa i conti per la prima volta con l’amore, che ammettiamolo, anche se non sempre resta l’unico o l’ultimo, sicuramente è il più importante, perché vissuto con la voglia di crederci, con il desiderio di chi ama senza farsi domande e di chi non è stato mai deluso, e per questo immune alle paure.La storia di un ragazzo che, per godere della compagnia della ragazza di cui è innamorato, scopre e vive uno dei suoi interessi, nello specifico la realtà di un centro di accoglienza in cui ci si confronta con il tanto spaventoso diverso, scoprendo che infondo e non banalmente, siamo tutti uguali. Un frullatore di emozioni dunque, i cui ingredienti, spesso davvero tanto diversi tra di loro, si amalgamano in modo esemplare dando vita a un mix perfetto di amore, attualità, confronto, dinamismo e idealismo.Acquista la versione Cartacea - Versione CartaceaScopri di più sull'autore - MARCO TERRANA

LUNGOVITA-ITALIA<br>Marco-TerranaLUNGOVITA-ITALIA<br>Marco-TerranaLUNGOVITA-ITALIA<br>Marco-Terrana

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“Oggigiorno, i letterati non servono a niente, siamo tutti intellettuali!”. L’autrice Claudia Crescenzi sottopone alla nostra attenzione un vecchio dilemma di Calviniana memoria: l’utilità degli intellettuali nel mondo moderno. Sembra che essi non riescano più a svolgere quell’importante ruolo sociale d’indirizzo della politica, delle istituzioni, delle politiche economiche, dei modelli sociali, ecc. La scrittura oggi è inflazionata, tutti siamo scrittori, politici, economisti, in una parola “tuttologi” come spesso oggi è consuetudine definire il “popolo del web”. L’Italia in particolare, culla dell’arte e della cultura, vive in questo periodo storico un momento d’involuzione che si manifesta palesemente attraverso il fenomeno dei cosiddetti “cervelli in fuga” e con la contestuale affermazione di pseudo-valori, uno fra tutti l’apparenza. Utopisticamente, l’autrice, attraverso Claudia (scelta del nome evidentemente autobiografica), la pasionaria protagonista del racconto, auspica un rientro di tali “cervelli” per poter migliorare con il loro apporto esperienziale il nostro Paese e ristabilire il giusto ordine valoriale nella società. In questo racconto sembra quasi che il progresso tecnologico che ci ha travolto negli ultimi decenni sia stato la causa principale di un evidente regresso sociale, di un imbarbarimento collettivo. Tutto questo caos “morale” porta in primis alla degenerazione della politica che si manifesta con il fenomeno della nascita di “anti-partiti” e all’affermazione di ideologie di massa come il populismo, il nazionalismo, il patriottismo estremo, che rischiano di far rivivere al Paese situazioni pericolose già sperimentate nel secolo scorso.Acquista la versione E-Book - Versione E-BookScopri di più sull'autore - CLAUDIA CRESCENZI

LE-INTERPRETAZIONI-DELLE-ATTESE<br>Claudia-CrescenziLE-INTERPRETAZIONI-DELLE-ATTESE<br>Claudia-CrescenziLE-INTERPRETAZIONI-DELLE-ATTESE<br>Claudia-Crescenzi


Gli Autori della prima edizione

khady-tourealessandra-serioclaudia-crescenziemanuela-franciniluigi-chianesearianna-rocconilorella-nerimarco-terranafederica-caccamovalentina-di-paoladafne-di-silvestromatilda-baldonisara-cestronealice-galantematteo-covillostella-elgersma